Saggi Storici sui Tarocchi di Andrea Vitali

Saggi Ospiti

Il Tarocchino in poesie a Bologna

Sec. XVIII

 

Testi inseriti 1l 27 novembre 2020.

 

In riferimento, si legga il paragrafo 'Bologna e i Tarocchini' al saggio I Tarocchi in Letteratura I

 

1. Per Far una Partida a Taruchein

Bologna, Biblioteca Universitaria, Ms. 3935 Caps C - carpetta con indicazione MSS C 22, p. 57.

 

Anonimo

 

Per Far una Partida a Taruchein

I Tudesch, i francis e i moscheuuesta

contra al re d’ Prussia is messen un di a Taulen

con al pinsir d’cavari un’acqua veta.

 

Lu, ch stem i Zugadur poch manch dun sin

al stos per far lu el cart lo so man dritta

e scartand à quel Rè, ch’iera più vsin

al fè un’arfidadura ch’en stà scritta.

 

Il ha la prosunzion d’andar inanz

e d’psrer apportar un marz a tutt al mond

a forza d’sti prussian belli elleganz.

 

Mò cazan a sminchionarn da cap a fond

Sgnour aleà en àbbadà al sou zuaz

Purtei vi tutt egl occh, e lassai però al Tond.

 

Per fare una partita a Tarocchino
I tedeschi, i francesi e i russi
Contro il Re di Prussia si misero un giorno a tavolino
Con l’idea di vincergli un’acquavite.

 

Lui che stima i giocatori poco meno che niente
Sta far fare le carte alla sua destra
E scartando a quel Re che era più vicino
Fece un rifiuto che non esiste.


Egli ha la presunzione d’andare avanti
E di potere dare marcio (1) a tutto il mondo
A forza di questi prussiani belli ed eleganti.

 

Ma cominciano a sminchiare (2) da capo a fondo

Signori alleati non guardate al suo brutto gioco
Portategli via tutti gli occhi, lasciate però il piatto (3) con la posta.

  

(1) Dare marcio, nel gioco dei tarocchini bolognesi marcio equivale a ‘cappotto’, cioè quando gli avversari non realizzano alcuna presa. Il termine è oggi utilizzato ancora dai giocatori anziani.

(2) Sminchiare, ‘giocare il trionfo più grande e proseguire con gli altri’ (dal gioco fiorentino delle minchiate). Questo termine è rimasto anche oggi nel dialetto bolognese a indicare un’azione ripetuta e molto decisa.

(3) Il piatto che conteneva la posta si chiamava Tondo o Tondino (Tond in dialetto bolognese).

 

 

2. Con li Trionfi e con le figure del Gioco Tarocchino in quest’Ordine disposti, si descrive poeticamente la forza d’Amore. 

Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio. Ms. B 3949, carpetta 11, foglio tt.

 

Anonimo

 

Da veloci Destrieri Amor guidato

Sul suo Carro si Ruota, e ognor tradisce

Tempra Saette, ed ogni cuor ferisce

Morte il precede, e l’segue il Tempo alato.

Uomini e Donne, e a Giovinetti a lato

Il merto si bilancia, e i vecchi unisce

Alle Fanciulle, e infin ferire ardisce

Chi sul Trono commanda Coronato.

Pazzo è quei, che resistere si crede

Della Stella d’Amor al rio tenore

Tutto ama ciò che il Sol la Luna vede.

Dagli Indi a Mori (1) è onnipossente Amore

Il Cielo a lui, a lui l’Inferno cede

Nel Mondo, si può dar forza maggiore?

 

 (1) Mori = riferimento alle figure dei Quattro Mori presenti nei Trionfi.

 
 

3. La Granda de Tarocchini che invita le Sfere Celesti Auree Ferree, e Sotterranee, al Trionfante Applauso Universale del Sig. Andrea Casale

Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio, ms. A. 1920, parte II, c. 1/3

 

Anonimo

 

L'Angelo con la Tromba risonante

Alli Rostri del Ciel chiama, e proclama

Col triplicato arringo a tutto il Mondo

Andrea Casale nobil Bolognese

Vive, et è vero, e non è putativo

A così gran Proclama ero assistente

Li Due Gran Luminari delle Sfere

Del destro corno l'indorato Sole

ed al sinistro l'argentata Luna

Non si tarochi più; ma ben trionfi

Si smenchino à favor del trionfante

La Stella in lui regnante al suo natale

Volendoli ricovrar sotto quel Tetto

Ov' egli nacque in bambolesca etade

fà si che ritrovandosi all'assedio

sotto il Forte d'Ostenda nella Fiandra

Vien fulminato da nemica mano

Con una traditrice archibugiata

Che nel sinistro braccio lo Saetta

Come restasse derelitto, e smorto

Creduto morto dalli suoi compagni

Chi lo raccolse, e chi lo medicasse

egli lo dica poicche non è morto

Il Diavolo cacciandoli la coda

Per far credule altrui della sua Morte

Tenta con artificio il Traditore

Far attestar le pie cerimonie

Che s'usano all'esequie de Mortali

Ei doppo un sesto lustro in man de' Turchi

Dalla congregazione del Riscatto

Vien riscattato, et è condotto à Roma

Per far vista pomposa al Campidoglio

Schierato in moltitudine de schiavi.

Col suo nome, cognome, grado, e patria

Benche dai gran disaggi, e patimenti

Incanutito, che rassembra il Vecchio

La sua fortuna ormai compassionata

Lo fà salire in alto sù la Rota

E a viva Forza delli suoi Contrarij

Per Giusta causa, e buon Temperamento

quasi in pomposo Carro trionfale

Lo riconduce nell'amata patria

Veduto da più cari amati Amici,

e dal maggior concorso popolare.

Con lieta fronte, e con verace Amore

Li Pontefici, e Giudici informati

Da mille da mille testimonj, segni e prove

L’han dichiarato per Andrea Casale

Personale effettivo, e verdadiero

non stimando li frivoli argomenti

Della parte avversaria un Bagattino

qui concludiamo una real Sentenza

È legge mirabile de Tarocchi

Nulla prender chi cerca far il Matto.

 

Applauso

 

L'Angelo, il Mondo, Sole, Luna e Stella,

Saetta, Diavol, Morte e Traditore,

Il Vecchio, Rota, Forza, Giusta e Tempra

Carro, Amor, quattro Papi col Bagatto

Unitamente in Roma con il Matto

Cantino con applauso universale

e viva, vivo in Vita, Andrea Casale