Saggi Storici sui Tarocchi di Andrea Vitali

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Le giornate salisburghesi di Mozart

Vinto io. Giocato ai tarocchi

 

Articolo di Andrea Vitali, gennaio 2012

 

Al tempo di Mozart i tarocchi erano ancora uno fra i giochi di carte più popolari d'Europa. Si giocava nelle case signorili, nelle bettole e persino nei teatri, durante le rappresentazioni operistiche. L'idea di un teatro dove tutti si sedevano e ascoltavano attentamente dalla prima all'ultima nota le opere dei migliori musicisti del tempo è errata. Ciò avveniva esclusivamente nei teatri di Corte. In realtà al pubblico che frequentava i teatri privati, gestiti cioè da impresari, interessava per lo più l'ascolto dei grandi cantanti del tempo, soprattutto i castrati, veri divi che si esibivano sciorinando le proprie "arie di baule", pezzi di bravura in cui essi eccellevano e che a volte non avevano nulla a che vedere con l'opera che veniva rappresentata durante la serata.

La platea era congegnata come una sorta di lussuosa dimora adibita a ristoro sui cui tavolini si alternavano carte e bicchieri colmi di buon vino. La maggior parte dei palchi era costruita in modo da potersi aprire e chiudere a piacimento, cosicché al loro interno il pubblico si dedicava alle più diverse attività - accanto al gioco delle carte, lasciamo al lettore di immaginare quali potessero essere - e le ante venivano aperte solo nei momenti topici, ossia quando si esibivano i divi tanto venerati.

Mozart, come ogni altra persona del tempo, era affascinato dai tarocchi, tanto da dedicare a loro, da buon massone, un'opera dal carattere iniziatico, cioè il Flauto Magico (1). Apprendiamo che Mozart amava giocare ai tarocchi dal diario della sorella Nannerl, nel quale Amadeus a volte si intrometteva scrivendo appunti e ricordi, il tutto in uno stile alquanto buffo, tipico del carattere di quel  genio. Ne abbiamo riportato alcuni stralci, con alcune parti del testo tedesco tradotto (2) e le frasi in latino e francese lasciate come nell'originale:   

agosto 1780

 

den 13ten: um 10 uhr in der kirche in den Cathedrale Domm in der 10 uhr heiligen Mess. bey der balbiererkatherl. hr: wirtenstädter bestgeber, die Rasiererkatherl gewonnen. mit der tarock karten tarock karten gespielt. um 7 uhr in Mirabellgarten wie man im Mirabellgarten spatsieren geht, spatsirn gegangen, wie man spatzieren geht, gegangen, wie man geht. Regnerisch, doch nicht geregnet, Nach und Nach – lächelt der himmel!

 

il 13: alle 10 in chiesa in cattedrale in duomo per la messa delle 10. Dalla Katherlcerusica. Il signor Wintenstädter direttore del gioco. La Katherlcerusica ha vinto. Con le carte di tarocchi giocato a carte a tarocchi. Alle 7 come si va a passeggio nel Mirabellgarten, andati a passeggio nel Mirabellgarten come si va a passeggio, andati come si va. Piovoso, ma non ha piovuto. D’ora in ora, sorride il cielo!

 


den 20ten: um 10 uhr in der Mess. der fuchs=schwanz von einem esel den ich ganz abgegriffen hab, und der Esel der mich geleckt hat, hat als ein esel selbst das beste gegeben. mein bruder gewonnen. hernach tarock gespielt. das abscheulichste wetter. nichts als gieß, gieß, gieß et caetera.


Il 20: alle diciannove messa. Il Cazzodivolpe di un asino che ho ben palpeggiato e l’asino che mi ha leccato e come un asino stesso ha diretto il gioco. Dopodiché giocato ai tarocchi. Mio fratello ha vinto. Tempo orrendo; nient’altro che diluvio, diluvio, et caetera.

 


den 21ten: um halb 7 uhr in der Mess. beym Mayrischen und Dammenherrichter. Nachmittag beym aquatrono.  Mad:sell  braunfagotist bey uns. hierkleid gespiellt. geregnet, hat sich abends oder abwesend nach und nach entkleidet oder ausgezohen.


Il 21: alle sei e trenta a messa, da Mayr e dal sovrintendente. Pomeriggio da Acquatrono. Mademoiselle Braunfagotist da noi. Giocato a tarocchi. Piovuto, in serata o in-salata a poco a poco si e scoperto o sconcerto. (...). La sera il tempo si è cambiato, svestito, spogliato.

 


den 62ten: apud die conteßine de Lodron. alle dieci e demie war ich in templo. Posteà chés le signore von Mayern. Post prandium la sig:ra Catherine chés uns. wir habemus joués colle carte di Tarock. à sept heur siamo andati spatzieren in den horto aulico. faceva la plus pulchra tempestas von der welt


Il 62 [26] (3) (...) Apud la Contessina de Lodron. «Alle dieci» e demie io ero in templo. Postea chéz le signore von Mayern. Post prandium la sig.ra Catherine chéz noi. Noi habemus joues «colle carte di tarocchi». À sept heur «siamo andati» a passeggio nell'horto aulico. Fa­ceva la plus pulchra tempestas del mondo.



den 72ten: um 10 uhr in Dom. die 10 und halb 11 uhr Mess gehört. hernach beym Robinischen meine visite gemacht. fiala Bestgeber. Ich gewonnen. tarock gespielt. Um ¼ über 6 der graf thurn bey uns. Um 7 uhr spatziern mit dem Papa und Pimperl. schön wetter. Nachmittag ein wenig geregnet. aber gleich wieder schön. die Gesellschaft und Musick war heute in Miarabell. um 10 uhr der Pinzker uns eine Machtmusik mit zwey Bratschen Gemacht.  


Il 72 [27]: Alle dieci al Duomo. Fatto visita a casa Robinig. (...) Vinto io. Gio­cato ai tarocchi. Alle sette a passeggio con Papà e Pimperl. Tempo bel­lo (...). Musica e bel mondo oggi a Mirabell.



[Testo originale non disponibile]

Il 31: alle nove e mezza dai Lodron. Il pomeriggio Schachtner, Stadler, Weyrother, Fiala, Pinzger e Feiner da noi. Provati quartetti di Hoff­meister. Poi giocato a tarocchi. Tempo bello (4).


Note


1 - Il flauto magico (K 620), titolo originale Die Zauberflöte, è un Singspiel in due atti, su libretto di  Emanuel Schikanader. La prima rappresentazione avvenne al Theater auf der Wieden a Vienna il 30 settembre del 1791. 
2 - Nella versione in Inglese di questo articolo è possibile leggere l'intera traduzione del testo originale assieme ad un maggior numero di racconti giornalieri.
3 - "Mozart intende il 26: le date 62, 72, 82, ecc. rientrano nello scherzo maniacale delle 'inversioni' che il Compositore faceva costantemente, a cominciare dal suo nome Trazom, 'retrogrado' di Mozart". In: Francesco Attardi, Viaggio intorno al Flauto magico, XXI CapitoloI Tarocchi e l’Ars combinatoria”, Libreria Musicale Italiana Editrice,  Lucca, 2006, p. 363.
4 - Cfr:  Amedeo Poggi - Edgar Vallora, Mozart: signori, il catalogo è questo, Torino, Einaudi, 1991, p. 377.

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