Saggi Storici di Andrea Vitali

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Note allegoriche al Giuoco delle Minchiate

Nel trattato di Francesco Saverio Brunetti - 1747

 

Copyright Andrea Vitali  - © Tutti i diritti riservati - 6 dicembre 2018

 

Sui Tarocchi Toscani, ovvero le Minchiate abbiamo scritto in diversi nostri saggi (1), portando alla luce, fra l’altro uno dei primi documenti, se non il primo in forma alquanto esauriente, che trattarono di quel gioco (2).

 

Fra gli altri testi, si presenta in forma desueta il volume Giuochi delle Minchiate, Ombre, Scacchi, Et altri d ‘Ingegno, di Francesco Saverio Brunetti, pubblicato nel 1747 (3). Oltre a compiere una descrizione dettagliata del gioco e delle sue regole (4), l’autore sottopone i lettori, attraverso le sue ‘Note Allegoriche’, a una riflessione creando un parallelo fra le diverse situazioni del gioco e il modo di comportarsi nella vita nei rapporti interpersonali e con se stessi, oltre a mettere in relazione gruppi di carte, dai Trionfi che egli chiama semplicemente ‘Tarocchi’, alle carte numerali e di corte, con la storia dell’umanità allo scopo di insegnare divertendo secondo il metodo da noi altrove indicato del ‘Ludendo Intelligo’ cioè ‘Giocando Imparo’ (5).

 

Si tratta, per questo ultimo caso, di valutazioni personali dell’autore, scevre da una reale documentazione storica, ma pur sempre valida ai fini dell’apprendimento. Ad esempio egli equipara per somiglianza, i quattro semi di spade, bastone, coppe e denari, chiamate sequenze, alle più importanti monarchie che nell’antichità avevano governato sulla terra, o almeno su una porzione di essa, iniziando da quella degli Assiri per finire con l’impero di Roma.

 

L’autore considera poi le ‘verzicole’, ovvero quegli abbinamenti di carte definiti ‘onore del gioco’ da accusare da parte dei giocatori all’inizio di ciascuna partita, come potevano essere, ad esempio, il possesso di tre o di tutti i quattro re e lo stesso per i Papi, ovvero le prime cinque carte, nel modo seguente: “Universalmente gli Uomini cercano gli onori, le ricchezze, e i piaceri, le quali cose cercate con moderazione, e possedute senza soverchio attacco non rendono male il di loro seguace, né sempre deee biasimarsi colui, che non ha di queste cose un totale disprezzo, potendo esse, all’occasioni avere ottimi usi, e per la Republica, e per la Religione, e per i prossimi” (6).

 

Per avvalorare il suo insegnamento, il Brunetti si affida poi costantemente a celebri frasi considerate sapienziali tratte da poeti e filosofi dell’antichità.  

 

Prima di riportare qualche esempio dei commenti dell’autore così come sopra descritti, si riporta l’intero ordine dei Trionfi delle Minchiate, ricordando che rispetto ai tarocchi classici, le Minchiate presentano in più le tre virtù teologali e la cardinale Prudenza, i quattro elementi e i dodici segni zodiacali per un numero complessivo di 40 Trionfi.

 

1   il Papa Uno o Papino

2   il Papa due o Granduca

3   il Papa tre o Imperatore

4   il Papa Quattro o Imperatrice

5   il Papa Cinque o Innamorato

6   la Temperanza

7   la Forza

8   la Giustizia

9   la Ruota (della Fortuna)

10   il Carro

11   il Gobbo o il Tempo

12   l'Impiccato 

13   la Morte

14   il Diavolo

15   la Casa del Diavolo

16   la Speranza

17   la prudenza

18   la Fede

19   la Carità

20   il Fuoco

21   l'Acqua

22   la Terra

23   l'Aria

24   la Bilancia

25   la Vergine

26   lo Scorpione

27   l'Ariete

28   il Capricorno

29   il Sagittario

30   il Cancro

31   i Pesci

32   l'Acquario

33   il leone

34   il Toro

35   i Gemelli ovvero la Carne

[36]   la Stella

[37]   la Luna

[38]   il Sole

[39]   il Mondo

[40]   le Trombe ovvero il Giudizio (universale).

 

 

 NOTIZIE PER IL GIUOCO DELLE MINCHIATE

 

Capo Primo

 

Mazzo di Carte

 

 

“Questo Giuoco si fa con un mazzo di 97. carte. Sono queste le 4 seguenze volgari di Spade, Bastoni, Danari, e Coppe; ogni seguenza ha 14 Carte. Vi sono poi 40 Tarocchi, e 'l Matto. [Trionfi].

 

Nota Allegorica

 

“Si può assimigliare questo gran mazzo di Carte alla Catastrofe delle vicende mondane; tutte insieme è come il Genere Umano, che vive alla rinfusa su questa Terra; le 4 seguenze sono come le 4 Monarchie” (7).

 

1 monarchia = quella degli Assiri o Caldei, iniziata con Nino e terminata con Dario

2 monarchia = quella dei Persiani, da Ciro a Dario Codomano

3 monarchia = quella dei Greci con Alessandro Magno

4 monarchia = quella dei Romani

 

“I 40 Tarocchi, che prendono tutte le altre seguenze possono alla quinta universale Monarchia applicarsi, che sotto il suo manto raccoglie ogni Nazione. Evvi in fine il Matto, che ad ogni qualunque carta risponde, non prende mai, e non mai preso, se non quando tutto và in rovina. Forsi per ricordarci, che fin, dalla sua origine l'Uman Genere impazzì, e tuttavia i stolti dureranno fino alla fine del Mondo, quando non nasceranno più uomini, Stultorum plena sunt omnia. [Di stolti sono piene tutte le cose] Cic. ep. 9” (8).

 

Si tratta di valutazioni che l’autore, come egli esprime, ha voluto indicare affinché col giocare alle Minchiate venisse ai giocatori il desiderio di approfondire la storia dell’umanità.

 

Andando direttamente ai Tarocchi [Trionfi], scrive di questi l’autore:

 

“I Tarocchi sono notati co i numeri Romani dall’I fino al XXXV; i primi cinque si chiamano Papi, gli ultimi cinque Arie, e sono 36 Stella, 37 Luna, 38 Sole, 39 Mondo, 40 Trombe [Il Giudizio]” (9).

 

A questo elenco fa seguire i valori dei Tarocchi dal punto di vista ludico.

 

Nota Allegorica

 

“I Tarocchi in questo giuoco sono utilissimi, come nella Republica sono utili quelli, che anno la perizia, o delle Arti, o delle Scienze, che in esse divenendo eccellenti giungono ad acquistare per se, e per la Patria la fama immortale, e la vera gloria. Ovid. de ponto.

 

Artibus ingenuis quesita est gloria multis.

[A molte arti liberali è premio ambito la gloria]

 

Onde ciascuno dee procurare di esercitarsi in quell'arte, o applicarsi in quella scienza, in cui si sente più idoneo, quam quisque norit artem in ea se exerceat. Aristof. appresso Cice. onde Ovidio nella sua arte.

 

Si vox est, canta: si brachia mollia, salta,

Et quacumque potes dote placere, place.

 

[Se hai voce canta, se hai agili membra salta,

E con qualsiasi dote tu puoi piacere, cerca di piacere].

 

Ouesta è la maniera di divenire insigne, ragguardevole, e ricco, a cui ancora le leggi portan rispetto in virtù di quell'asioma excellens in arte non debet mori [chi eccelle in un arte non deve morire]; e Orazio dice

 

Dignum laude virum multa vetat mori.

[Le Muse impediscono che muoia l’uomo degno di lode]

(L’autore commette qui un errore, scrivendo ‘multa’ invece di ‘Musa’)

 

Dunque ogn'uno segua l'amonizione del Poeta I, de art. fatta a suoi Concittadini.

 

Disce bonas artes, moneo Romana juventus.

(Gioventù romana, io ti consiglio di coltivare le belle arti]

 

MATTO

 

Questo non è nè Tarocco nè Cartiglia entra in tutte le verzicole, e ne forma una col massimo, e minimo Tarocco; non si perde mai se non si perdono tutte le carte, perchè quando si giuoca si ripiglia, ed in sua vece si da una Cartiglia.

 

Nota Allegorica

 

Giacchè, come dice Cicerone in Or. Stultorum plena sunt omnia; l'indole de pazzi chi mai raccapezza? Questo è certo però, che chiunque finge esser pazzo, e non è (se da sopranaturale impulso non è guidato) và a finir male illegitimæ stultitiæ finis est infortunium [la fine della falsa stoltezza è l’infortunio).Stobeo; i matti nel Mondo non sono qualche cosa determinata fan di tutto, si ficcan per tutto, e scompigliano tutto, solamente cogli estremi uniti (come coll'uno, e le Trombe) fanno a caso talvolta qualche buon effetto. La vera pazzia non finisce mai se non si muore, e nel Mondo durerà col Mondo medesimo. Nelle Minchiate è desiderabile il Matto, ove il Savio lo giuoca a suo modo. Soleva dire Solone Stultus nunquam tacere potest (Lo stolto non può mai stare zitto]; ora se v'è chi poco parla tale sarà ben savio, ancorchè altri segni s'industrj dare di pazzia; a tale però intimo il parer di Stobeo. Sono però molto più quelli che vogliono apparire savi, e non lo sono, e diconsi impostori, che van vendendo magno conata nugas [Un grande sforzo per grandi sciocchezze]; e sono per lo più con gran solennità cacadubj, de quali Gellio homines deliros, qui verborum minutiis rerum frangum pondera (Il testo originale latino recita Hominem delirum e cioè “Un uomo sciocco, che abbatte il peso della materia, per minute sottigliezze di linguaggio”]; questi sono gli uomini senza senno i più nocivi nel Mondo. Con tutto che la pazzia sia un male sopra ogn'altra malatìa perniciosa, pur s'è trovato un’Erasmo, che ha infarcito in un' Opuscolo (10) molte lodi di essa, sotto il titolo Moriæ encomium” (11)

 

Di grande interesse l’indicazione dell’autore laddove sottolinea un tipo di pazzia speciale, ovvero quella determinata da impulsi sovrannaturali, riferibile a coloro che presi dall’amore verso Dio, cioè i santi, attraverso le meditazioni e il sopraggiungere delle estasi dimenticavano il contatto con la realtà terrena (12).

 

Note

 

1 - Si legga ad esempio la variante regionale ligure-siciliana al saggio Ganellini seu Gallerini.

2 - Si veda il saggio Trattato del Giuoco delle Minchiate.

3 - D. Francesco Saverio Brunetti, Giuochi delle Minchiate, Ombre, Scacchi, Et altri d ‘Ingegno, In Roma, Per il Bernabò, e Lazzarini, 1747.

4 - Di seguito gli argomenti trattati nell’opera in riferimento alle Minchiate:

 

Capo Primo

Mazzo di carte

Le quattro Seguenze

Tarocchi

Verzicole

Modo di giuocare

Modo di giocare in partita con l’entragnos

Modo di contare

Spiegazione de i termini proprj di questo giuoco

Leggi del Giuoco

Giuoco di Giro

 

Capo Secondo

In che cosa consista il giuocar bene

Scartare

Rispondere Cartiglia a Cartiglia

Rispondere Tarocco a Cartiglia

Rispondere Tarocco a Tarocco

Giuocare Tarocco

Cascare

Valore de i Tarocchi

 

Capo Terzo

Giuoco in quattro ad ogn’uno per se

 

5 - Si legga il saggio La Scala Mistica nel ‘Sermo de ludo’.

6 - D. Francesco Saverio Brunetti, op. cit., pp. 22-23.

7 - Ibidem, p. 15.

8 - Ibidem, p. 16.

9 - Ibidem, pp. 19-20.

10 - Desiderius Erasmus, Moriae encomium, id est, Stulticiae laudatio, ludicra declamatione tractata, 1536.

11 - D. Francesco Saverio Brunetti, op. cit., pp. 20-22.

12 - Al riguardo si legga il saggio iconologico Il Matto (Il Folle).